
L’ergonomia della meraviglia: ripensare il ben-essere nei luoghi di lavoro attraverso la cultura
La meraviglia non è solo una categoria poetica: è anche una condizione biologica.
Un crescente corpus di ricerche scientifiche evidenzia il contributo della cultura, dei luoghi della vita e del lavoro alla salute e al ben-essere. Tra le otto priorità di salute pubblica individuate da Culture for Health troviamo proprio il ben-essere dei lavoratori e delle lavoratrici in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni.
Le attività artistiche sono interventi per loro natura compositi: uniscono contemporaneamente stimolazione cognitiva, coinvolgimento emotivo, attivazione sensoriale e relazione con gli altri. È questa combinazione – e non un singolo meccanismo – a spiegare la varietà e la robustezza degli effetti documentati, che vanno dalla riduzione dello stress cronico al rafforzamento del sistema immunitario, dal miglioramento dell’umore alla costruzione di risorse di resilienza, ha illustrato la Vicepresidente di CCW Annalisa Cicerchia nell’articolo “L’ergonomia della meraviglia“, pubblicato su Mark Up.
Una riflessione su come il welfare culturale possa offrire nuove prospettive per la salute e la qualità della vita anche nei contesti aziendali, tema che CCW coltiva dagli esordi con l’area di lavoro CCW@WORK, oggi coordinata da Davide Zanichelli (commissione scientifica con i soci Catterina Seia, Cristina Cenci, Irene Sanesi, Anna Simioni), e partecipando al comitato del Premio cultura più impresa, che quest’anno ha portato al riconoscimento di una realtà di eccellenza e alla realizzazione di un workshop dedicato.
Tra i temi messi in luce:
– le evidenze scientifiche che oggi sostengono il ruolo della cultura nella promozione della salute
– la prescrizione culturale, che produce risultati più efficaci quando le esperienze vengono proposte in funzione dei bisogni della persona e dei meccanismi che si intendono attivare
– il ruolo dei link worker, figure di prossimità capaci di ascoltare, orientare e costruire connessioni tra persone, servizi e opportunità
– un’idea di welfare culturale aziendale che non aggiunge programmi calati dall’alto, ma riconosce e valorizza interessi, relazioni e risorse già presenti
Un contributo per immaginare contesti di lavoro in cui la cultura diventa una leva di salute, partecipazione e qualità delle relazioni.
Leggi l’articolo su Mark Up qui
