Ridurre le disuguaglianze, combattere lo stigma, migliorare la qualità della vita

Ridurre le disuguaglianze, combattere lo stigma, migliorare la qualità della vita

Siamo orgogliosi di annunciare il nuovo contributo di CCW, co-autore, nell’ambito di un testo sull’Obiettivo 3, Costruire Salute, dei Goal del Terzo Millennio – Integrated science for sustainable development – edito da Springer, del capitolo che esplora come la cultura e l’arte possano sostenere il ben-essere delle persone con malattie rare.

“Migliorare le competenze di vita, l’autostima e l’eliminazione dello stigma: come la cultura e le arti possono contribuire al benessere delle persone affette da malattie rare”.

Le autrici sono Domenica Taruscio – coordinatrice, Annalisa Cicerchia e Catterina Seia – socie CCW con Vincenza Ferrara, Cristina Scaletti e Monica Volpini 

A livello globale più di 300 milioni di persone convivono con una malattia rara e possono presentare sfide uniche non condivise da individui con malattie comuni, a causa delle caratteristiche specifiche delle loro condizioni. Spesso sono emarginate e stigmatizzate: lo stigma genera disuguaglianza, emarginazione, discriminazione ed esclusione. Colmare il divario tra assistenza sanitaria e sociale per le malattie rare è fondamentale per aumentare l’aspettativa di vita, la qualità della vita e l’autonomia delle persone. Le evidenze scientifiche indicano associazioni tra le attività culturali legate all’arte e i risultati positivi per la salute, compresi: miglioramenti della qualità della vita; ben-essere generale e psicologico; aumento dell’impegno sociale; riduzione delle esperienze di depressione e ansia; sviluppo di abilità cognitive, emotive e sociali. Inoltre, la stimolazione positiva del sistema nervoso centrale dialoga con il sistema immunitario ed endocrino: il beneficio è misurabile per mezzo di biomarcatori, come citochine e cortisolo!

Il capitolo, infine, presenta e discute diversi percorsi e modelli per portare i benefici delle arti visive e della musica ai e alle pazienti e per ottenere un’interpretazione olistica dei risultati.

“L’arte è un linguaggio globale… Parla del nostro bisogno di rivelare, guarire e trasformare”. Richard Kamler, artista e attivista

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