
Una nuova stagione nell’alleanza tra la partecipazione culturale, il ben-essere e i percorsi di cura
L’integrazione delle arti nella salute e nell’assistenza sanitaria riflette un più ampio cambiamento di paradigma nel modo in cui la salute viene concepita sia in contesti clinici che comunitari: un cambiamento che riconosce l’ampia rete interconnessa di fattori biologici, psicologici, sociali, culturali, ambientali e sistemici che plasmano la salute e il ben-essere.
Il Jameel Arts & Health Lab, in collaborazione con OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità, ha realizzato un’importante raccolta di studi per Lancet Global Collection, che sintetizza come le arti contribuiscano alla salute mentale, fisica e sociale e fornisce possibili indicazioni per tradurle in ricerca, politiche e pratiche.
Tra i contributi, The arts as a global health resource: key priorities for future research, un lavoro internazionale che fa il punto sulle evidenze disponibili e individua le priorità per comprendere meglio il rapporto tra partecipazione culturale, salute e ben-essere. Tra gli autori anche Pier Luigi Sacco, docente di Biobehavioral Economics dell’Università di Chieti e Pescara, socio fondatore di CCW.
Il campo delle arti e della salute sta entrando in una fase cruciale, che richiede un’integrazione strategica a livello di sistema. È tuttavia necessario valutare attentamente le evidenze per indirizzare al meglio le risorse, informare le politiche e garantire un accesso equo agli interventi efficaci.
Quattro le principali sfide indicate per la ricerca:
-rafforzare l’etica e la tutela delle persone
-aumentare il rigore empirico e la valutazione dell’efficacia in termini di costi
-adottare il pluralismo metodologico
-affrontare la distribuzione geografica disomogenea delle evidenze
Il passaggio successivo riguarda però anche i sistemi: integrare e rendere possibili i progressi nelle politiche e nelle pratiche nel campo delle arti e della salute.
Ne parla anche Annalisa Cicerchia, vicepresidente di CCW, per Radio Kiss Kiss Italia, a partire dalla domanda: E se, accanto a un farmaco, il medico ci prescrivesse una visita al museo, un concerto o un laboratorio di danza?
Nell’intervento, spazio all’indagine nazionale sulla Prescrizione Sociale in ambito culturale, realizzata da CCW in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo: una breve ricognizione dei risultati, esperienze virtuose e buone pratiche, insieme a una riflessione sulle condizioni necessarie per consolidare questo strumento e renderlo sempre più accessibile.
Leggi la raccolta di studi del Jameel Arts & Health Lab
Leggi il contributo su The Lancet
Ascolta l’intervista di Annalisa Cicerchia a Kiss Kiss Italia
