
I musei fanno bene alla salute? Nuove prospettive tra ricerca e progettazione culturale
Negli ultimi anni il ruolo dei musei nella promozione del ben-essere e della salute ha assunto una crescente rilevanza internazionale. Il report Art, healing and museums, pubblicato dal Network of European Museum Organisations (NEMO), disponibile qui, insieme alle riflessioni emerse dall’annuale Museum Wellness Summit 2026, evidenziano come le istituzioni museali stiano progressivamente ampliando la propria missione. Accanto alle tradizionali funzioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio, stanno sviluppando pratiche orientate al ben-essere psicologico e relazionale, offrendo esperienze culturali che favoriscono relazioni sociali, riflessione personale e partecipazione.
Le evidenze scientifiche mostrano come l’esperienza museale possa contribuire ai determinanti sociali della salute: al ben-essere delle persone, al rafforzamento delle dimensioni positive della vita quotidiana, tra cui senso di appartenenza, qualità delle relazioni e soddisfazione personale, mitigando le condizioni di disagio come ansia, stress e depressione.
In questo scenario, emergono pratiche innovative come la museum-based art psychotherapy, che utilizza l’arte e lo spazio museale come strumenti per favorire l’espressione emotiva, l’elaborazione di vissuti complessi e la costruzione di nuove relazioni, in particolare per persone in condizioni di vulnerabilità.
A livello internazionale, sempre più esperienze mostrano come i musei possano diventare parte attiva di ecosistemi di salute: dalle pratiche di mindfulness nei musei, ai programmi educativi orientati alla prevenzione della salute, fino ai modelli di prescrizione sociale che integrano la visita museale nei percorsi di cura. E’ chiaro come oggi si configuri il passaggio dalla somma di pratiche pilota a vere e proprie strategie.
Anche in Italia si consolidano esperienze che riconoscono il ruolo della cultura nei percorsi di ben-essere, come i progetti sviluppati dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria in collaborazione con il sistema sanitario, con il contributo scientifico del CCW – Cultural Welfare Center.
I musei si configurano così sempre più come infrastrutture civiche di ben-essere, capaci di generare impatto sociale e contribuire alla costruzione di comunità più consapevoli e inclusive.
L’articolo del mese di Catterina Seia ed Elena Rosica–area ricerca CCW per il blog di IBSA Foundation for scientific research, nell’ambito del programma strategico culturaesalutech condotto con la Divisione cultura della Città di Lugano.
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