
Costruire luoghi di ascolto e fioritura
In un tempo difficile da abitare, attraversato da conflitti, incertezze, disuguaglianze e ferite profonde, con la pausa Pasquale continuiamo a interrogarci sul nostro modo di “stare al mondo”, come persone e come istituzione: non come spettatori, ma come parte attiva.
Non è possibile restare indifferenti. E non vogliamo esserlo. Ciò che accade ci coinvolge. Ci riguarda.
Come CCW-Cultural Welfare Center rinnoviamo il nostro impegno, in ogni gesto, a costruire connessioni tra cultura, salute e ben-essere, anche, e soprattutto, nei contesti della fragilità.
Tra gli indirizzi di azione, abbiamo deciso di essere parte della rete internazionale PiE Pre-Texts in Emergency: il nostro pensiero va a tutti i conflitti in corso, tra cui quello in Ucraina, dove è recentemente tornata per collaborare con l’Università di Leopoli, nostro partner, la ricercatrice Sara Uboldi che opera con il Centro BACH e con CCW. Uboldi porta avanti un percorso basato sul Protocollo Pre-Texts, formando facilitatori per utilizzare le pratiche artistiche e culturali come strumenti di elaborazione del trauma nei contesti di emergenza.
Nella direzione di seminare opportunità, anche nei contesti più fragili, si muove questo impegno: le pratiche artistiche e culturali diventano innesti di relazione, cura e supporto, per riattivare resilienza e comprensione anche nelle situazioni più complesse.
Per questa Pasqua, a prescindere dal credo religioso, il nostro augurio è che ciascuno/a possa trovare, o contribuire a costruire, luoghi di ascolto e possibilità. Di rinascita.
È da qui che scegliamo di “stare”, termine che questo mese abbiamo scelto per l’Alfabeto del domani: dove la cultura è prendersi cura. Significa, prima di tutto, non voltarsi dall’altra parte.
Continuiamo a credere in un futuro desiderabile, per tutte e tutti.
