Ben-essere dei e delle curanti. L’arte che cura le ferite emotive

Ben-essere dei e delle curanti. L’arte che cura le ferite emotive

CCW ha concluso, con il laboratorio sul “vuoto” condotto dall’artista Martina Fontana, la seconda edizione del percorso di ricerca azione sul lutto perinatale con l’Azienda Ospedaliero – Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria

Curato da Giovanna Brambilla – knowledge community CCW con la collaborazione di Filippo Vanoncini e Claudia Burlando, il progetto mette in gioco la capacità generativa dell’arte, in grado di consentire un riposizionamento delle persone sui grandi temi dell’esistenza. 

Nato dalla richiesta del Centro DAIRI di Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’AOU di Alessandria per il ben-essere degli operatori e delle operatrici, è stato costruito sulla base di bisogni espressi e delle esperienze delle ostetriche e infermiere. Nella loro delicata professione, gestiscono non solo la gioia delle nascite, ma anche la sofferenza del lutto, nella relazione con sé e con l’altro da sé: il percorso vuole consentire un nuovo sguardo attraverso le arti visive, la mediazione umanistica e la pratica artistico-creativa.Il suo sviluppo parte dalle riflessioni contenute nel libro “Aldiqua. Immagini per chi resta” (Lubrina Bramani Editore) a cura di Giovanna Brambilla.

Innovativo in questo campo, è articolato in 5 incontri con mediatori umanistici e di cui l’ultimo è laboratoriale con un’artista. Il gruppo di lavoro sta conducendo una valutazione di impatto con il Centro DAIRI che verrà condivisa.

Il ben-essere dei e delle curanti, professioni usuranti emotivamente, è uno degli assi impegno di CCW, come priorità di salute pubblica. Come affermava la filosofa della cura Elena Pulcini “per prendersi cura degli altri occorre prendersi cura di sé”.

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