
Ben-essere psicologico di giovani universitari e universitarie: sfide e opportunità per un futuro inclusivo
In Italia, un giovane su tre soffre di depressione
È l’allarme lanciato dallo studio longitudinale guidato dal prof. Enzo Grossi-socio CCW su un campione di 15 mila giovani tra i 19 e i 25 anni (sia lavoratori che studenti) promosso dall’Università IULM di Milano con la fondazione “Villa Santa Maria” recentemente pubblicato ne La città che cambia: vita quotidiana e attrattività turistica – Lumi Edizioni Universitarie.
Ne scrivono Catterina Seia e Marta Reichlin nel contributo mensile del blog di Ibsa Foundation, partner di CCW: leggi qui
Il ben-essere psicologico è in calo: sono diffusi stress, isolamento sociale, difficoltà di gestione del tempo, sopraffazione dalla quantità di lavoro e dalle aspettative accademiche, ritmi frenetici e abitudini poco sane, nelle diete come nella mancanza di sonno.
Lo conferma il report che OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con UNICEF, ha pubblicato a ottobre Mental health of children and young people. Service guidance, in cui propone l’integrazione di servizi di supporto comunitari, l’importanza delle attività culturali e la partecipazione attiva dei giovani per affrontare il problema e migliorare la qualità della vita.
Le attività culturali o artistiche, l’approccio peer-to-peer sono risorse che hanno necessità di azioni coordinate delle istituzioni. Vanno in questa direzione lo stanziamento del Ministero italiano dell’Università e della Ricerca per il 2024, con 20 milioni di euro sull’avviso Pro-ben, il piano internazionale Healthy Campus, e progetti europei come HEARTS: Higher Education Action Response for Trauma Support.
La salute mentale delle persone giovani è una priorità di salute pubblica da affrontare superando lo stigma, ideando e sperimentando, insieme alle persone giovani, risposte creative basate sulla partecipazione attiva alla vita di comunità.
