
Quando il medico prescrive arte e cultura
La prescrizione sociale non è più solo una prospettiva. È una pratica sempre più diffusa che richiede di essere sistematizzata per diventare un dispositivo stabile, accessibile ed equo, capace di raggiungere le persone che ne hanno più bisogno.
Ce ne parla Annalisa Cicerchia, Vicepresidente CCW, nel contributo “Quando il medico prescrive arte e cultura”, a partire dai risultati della prima indagine nazionale sulla prescrizione sociale di arte e cultura, promossa da CCW in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo.
La prescrizione di arte e cultura consolida l’idea, validata da numerose evidenze scientifiche, che la partecipazione ad attività artistiche e culturali produca effetti misurabili sulla salute delle persone.
Dai risultati della ricerca emerge un quadro incoraggiante e un compito complesso. L’indagine restituisce un panorama dinamico, ricco di esperienze, che conta 918 organizzazioni attive con ottimi risultati in termini di efficacia e completamento dei programmi. Allo stesso tempo, evidenzia alcune criticità, come la frammentazione territoriale e le diseguaglianze nell’accesso economico. Centrale la figura del link worker, l’operatore di collegamento incaricato di mettere in relazione le persone con le risorse culturali e sociali del territorio.
La prescrizione sociale è quindi un tema che, oggi più che mai, merita grande attenzione. Per questo il Master Executive Cultura & Salute dedica un approfondimento a questa pratica già nella prima formula da 60 ore, con cinque lezioni curate proprio da Annalisa Cicerchia.
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