
Quando i luoghi diventano parte della cura. L’accordo di collaborazione tra AOU S. Luigi e Castello di Rivoli: inaugura la Camera Amica
La qualità delle cure passa anche dalla qualità delle relazioni e dei luoghi in cui le persone vivono l’esperienza della malattia e dell’assistenza: un gesto concreto e altamente simbolico nel percorso di integrazione tra cultura e salute.
Lo scorso 26 giugno, nel reparto Day Week Surgery dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano è stata inaugurata la Camera Amica, un nuovo ambiente dedicato all’ascolto e all’accoglienza di pazienti, familiari e operatori sanitari. Uno spazio pensato per accompagnare i momenti più delicati del percorso di cura, favorire il dialogo e prendersi cura anche della dimensione emotiva e relazionale dell’esperienza sanitaria.
A rendere ancora più significativo questo progetto, il dialogo con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Le pareti della Camera Amica sono state trasformate in un giardino dipinto (metafora scelta dal personale) di tigli – alberi simbolo della cura, che abbracciano ospedale e museo – attraverso un intervento partecipato del Dipartimento Educazione del Museo, realizzato nella gioia con pazienti e operatori/trici.
Accanto alla nuova sala, il progetto prevede un’iniziativa innovativa di accesso culturale al territorio: i 3.000 pazienti che ogni anno soggiornano nel reparto per interventi chirurgici potranno essere accolti al Castello di Rivoli – Residenza Sabauda, in un percorso che intende creare una continuità simbolica tra l’esperienza di cura e il ritorno alla vita quotidiana. La risemantizzazione dei luoghi della cura proseguirà in autunno con il coinvolgimento delle scuole del territorio.
È una tappa del percorso che, con il contributo scientifico di CCW, il Castello di Rivoli ha intrapreso con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano, sancito dalla convenzione di cooperazione sottoscritta il 26 giugno. Siamo partiti da una giornata di formazione, da una campagna di ascolto con il personale. Perché prendersi cura significa anche creare luoghi in cui le persone possano sentirsi accolte, ascoltate e riconosciute, partendo dagli operatori della cura.
L’accordo è finalizzato alla realizzazione di un percorso strutturato pluriennale di ricerca-azione volto al contributo della cultura all’umanizzazione della cura e dei luoghi di cura, nonché alla promozione del ben-essere degli operatori sanitari, dei pazienti e dei loro familiari.
L’intero percorso sarà oggetto di monitoraggio e valutazione con la collaborazione di CCW, al fine di rilevarne l’impatto e contribuire alla produzione di conoscenze utili alla programmazione sanitaria e alla trasferibilità del modello.
