
B come Ben-essere. La parola di febbraio del nostro Alfabeto per il domani
Continua il nostro viaggio accompagnati da Giovanna Brambilla, storica dell’arte e membro della comunità di conoscenza di CCW, nella costruzione dell’Alfabeto di domani, dove lettere diventano parole, le parole diventano opere, le opere che generano conoscenza e coscienza.
Che cosa può essere il ben-essere se non una condizione sistemica, che riguarda, con un indissolubile intreccio, sia con la salute di ogni individuo sia con quella della società, confidando nel traguardo di un equilibrio sociale, economico e psicologico?
Non si tratta di un’idea del terzo millennio, anche se in questi anni il ben-essere è un obiettivo sempre più stringente, e a provarlo è l’affresco Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti del 1338.
Quest’opera è una sorta di epico manifesto programmatico e civico, come dimostra la sua collocazione nel Palazzo Pubblico di Siena, nella Sala dei Nove, persone preposte ad amministrare la città di Siena.
Nella parete che ospita l’allegoria vera e propria, ai piedi delle figure che rappresentano il Buon Governo, tra cui la Giustizia, la Fortezza, la Prudenza, la Magnanimità, la Temperanza, sta la Concordia, che tiene una corda che unisce i cittadini, per raffigurare le responsabilità condivise. Non possiamo forse leggerlo come segno della qualità delle nostre relazioni sociali, per la scienza determinante nel benessere psicofisico? Non essere soli, coltivare dei legami, condividere una visione positiva del futuro, sapere pensare in termini di collettività e bene comune sono alcune delle direttrici sulle quali corrono le strategie volte a costruire il ben-essere.
E poi, se si passa con lo sguardo alla città dove il Buon Governo regna, cosa si vede, indagando con lo sguardo in questo scenario? Le botteghe sono aperte, nelle strade si notano fanciulle che danzano, un maestro insegna a una classe di studenti, dalla campagna arrivano merci fresche in abbondanza, e sullo sfondo alcuni muratori stanno alzando i piani delle case, evidente indizio di una crescita demografica. Tutto accade in una città pulita, sicura, armoniosa, con spazi per il lavoro e per il tempo libero, come accade ogni volta che le politiche pubbliche investono in educazione, cultura, welfare e partecipazione. In città gli artigiani, i commercianti, gli agricoltori rappresentano l’idea di un lavoro come elemento di identità, stabilità e salute, l’affaccio della città sulla campagna oggi sarebbe letto come indice di sostenibilità e armonia tra uomo e ambiente, mentre le donne che danzano in una piazza sono un dettaglio potentissimo: la cultura, ovvero musica, arte, ritualità, è parte del vivere bene.
Questa città, che più che ideale vuole essere il ritratto di una Siena amministrata da un governo sollecito e competente, è un luogo che ha estirpato l’ansia sociale, ha coltivato la fiducia verso le istituzioni e verso il futuro, perché vivere in un luogo curato e piacevole è una medicina passiva.
Così, nel cuore del Palazzo Pubblico di Siena, Ambrogio Lorenzetti ci ricorda che il ben-essere non è un fatto privato, ma un paesaggio – umano, naturale e culturale – condiviso, fatto di strade sicure, lavoro dignitoso, relazioni vive e una politica che mette al centro la giustizia.
Guardare il Buon Governo con gli occhi del presente significa riconoscere, ancora una volta, che la nostra salute nasce sempre da un equilibrio collettivo.
Ambrogio Lorenzetti – Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo, 1338-1339, affresco, Palazzo Pubblico di Siena
