F come Fiducia. La parola di Gennaio del nostro Alfabeto per il domani

F come Fiducia. La parola di Gennaio del nostro Alfabeto per il domani

Prosegue l’Alfabeto per il domani, lettere che diventano parole, parole che diventano opere, opere che generano conoscenza e coscienza, il percorso affidato da CCW alla storica dell’arte Giovanna Brambilla, esperta di partecipazione, membro della comunità di conoscenza di CCW.

CCW apre la porta al nuovo Anno con una risorsa che, nell’era della complessità, illumina la via: la parola FIDUCIA, accompagnata da un dipinto del pittore olandese Adriaen van Ostade.

Una donna si affaccia dalla porta di un cottage in campagna, tra le sue braccia una bambina. È un dipinto di genere, la rappresentazione di una scena di quotidianità, in un contesto rurale dell’Olanda del Seicento. 

Eppure, proprio nell’apparente semplicità del dipinto, si può leggere un delicato canto alla fiducia, che vede come punto cardine la soglia: non si tratta di un semplice elemento architettonico, ma di una chiave simbolica di lettura. 

L’uscio separa e mette in relazione, lega interno ed esterno, mondo domestico e spazio pubblico, tra protezione e rischio. Ed è proprio lì che sta la madre, su quel confine, ancora nella casa, certo, ma intenta a fare sporgere la bambina, immergendola nella luce del mondo, accompagnandola ad affacciarsi all’incontro con la comunità, esponendola non senza la protezione di un abbraccio. 

Si tratta di una fiducia che non vuole essere cieca, ma è vigile, incardinata sulla cura e su un’attenzione costante, e che procede a doppio binario. Anche la bambina, infatti, è legata a questo imprinting, perché si affida all’abbraccio della madre senza condizioni, come se il suo abbraccio fosse un trampolino su cui muoversi, priva di paura. 

Si tratta di una fiducia asimmetrica: la bimba è parzialmente protetta dal corpo della madre e dalle sue braccia; per questo si sporge senza condizioni, mentre la madre si assume la responsabilità di guardarsi intorno, di valutare l’uscita, forte della propria esperienza, della relazione di prossimità, di un allenamento alla vita. 

CCW opera nel nome della fiducia e delle relazioni, ricordando come questo termine non indichi qualcosa di dovuto, fatto di gesti eclatanti, ma della continua ricerca di armonia, conquistata quotidianamente, tra apertura e protezione, tra affidamento e responsabilità, un modo di essere silenzioso, che si concretizza sulla soglia, sui confini, negli spazi preziosi in cui tutto può accadere, in cui si decide se il mondo può entrare.

Adriaen van Ostade, Madre con bambina sulla soglia di una porta, 1667, olio su tavola, collezione privata.

Per scoprire tutte le parole del nostro Alfabeto, vai al nostro Glossario: https://culturalwelfare.center/glossario/

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