
Link workers e nuovi modelli di sanità pubblica
Mettere le persone al centro, valorizzandone le potenzialità, è la chiave per costruire sistemi sanitari orientati al ben-essere. La prescrizione sociale si sta affermando come approccio capace di integrare i percorsi di cura e di promuovere contesti di vita salutogenici.
Dai gruppi artistici alle esperienze in natura, fino al supporto su bisogni pratici e relazionali, la prescrizione sociale adotta una visione olistica, che considera i determinanti sociali della salute e favorisce un accesso equo alle risorse di prossimità.
In Paesi come l’Inghilterra, dove il modello è già consolidato, la figura del link worker è parte integrante dei team multidisciplinari di cure primarie. Il loro lavoro di connessione tra la medicina di base e le risorse di prossimità si fonda sulla domanda: “Cosa conta per te?”, che orienta percorsi personalizzati basati su ascolto attivo, coaching e connessioni con le risorse locali, per migliorare il ben-essere, ridurre l’isolamento e rafforzare l’autonomia.
Una recente ricerca del National Institute for Health and Care Research (NIHR), condotta su oltre 4 milioni di rispondenti, evidenzia che la presenza di link workers nelle Primary Care Networks inglesi è associata a una maggiore fiducia nella gestione delle patologie croniche e a un’esperienza più positiva dell’assistenza primaria. Sono 3.600 quelli attivi: uno per ogni medico di base. Si tratta di un nuovo ruolo che necessita di competenze mirate.
Dati della National Academy for Social Prescribing confermano inoltre riduzioni significative negli appuntamenti con i medici di base e negli accessi al pronto soccorso (di circa il 40%), dimostrando il valore della prescrizione sociale anche per la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Investire in percorsi formativi è cruciale: la quinta edizione del corso Cultura e Salute (Università della Svizzera italiana, IBSA Foundation, Città di Lugano), dal 6 ottobre al 24 novembre 2025, ha esplorato le prospettive internazionali della prescrizione sociale, con contributi da Europa, Stati Uniti, Canada, Singapore e Giappone.
Ne scriviamo sul blog di IBSA Foundation for scientific research, nell’ambito del programma strategico culturaesalute.ch, con la nostra presidente Catterina Seia e Elena Rosica (Area ricerca CCW).
Leggi l’articolo completo qui!
