
Sistemi in trasformazione: verso un nuovo Welfare. Voci dal Master Executive Cultura & Salute
Il Master Executive Cultura & Salute, organizzato da CCW, continua a rappresentare un’importante occasione di approfondimento e confronto sui temi del welfare culturale e delle trasformazioni in corso nei diversi settori.
Dopo aver aperto il percorso con un focus sul settore sanitario, la scorsa settimana il tema centrale è stato il welfare, inteso come l‘insieme di politiche, interventi e azioni finalizzati al ben-essere individuale e sociale. La riflessione si è concentrata sulla necessità di ripensare la nozione di welfare alla luce delle sfide e delle transizioni contemporanee.
Chiara Agostini, dottoressa di ricerca in Analisi delle Politiche Pubbliche e ricercatrice del Laboratorio Percorsi di secondo welfare, ha introdotto il concetto di secondo welfare, dimensione che nasce dalla cooperazione tra soggetti non pubblici che sta configurando un ecosistema complesso in evoluzione per risposte a bisogni sociali. In un contesto caratterizzato da una policrisi – in cui si intrecciano transizioni demografica, digitale e verde – la costruzione di un welfare efficace non può prescindere da un approccio collaborativo. La creazione di reti multi-attore, il rafforzamento delle capacità delle persone e lo sviluppo di un welfare capacitante e di comunità sono elementi centrali per affrontare le sfide attuali. In questo scenario, la scuola stessa può diventare un ecosistema per un welfare di comunità, favorendo una governance collaborativa e la costruzione di reti di prossimità.
Flaviano Zandonai, sociologo e socio fondatore di CCW, ha approfondito il ruolo degli Enti del Terzo Settore in questo processo di trasformazione. La cultura, come risorsa per un nuovo welfare, assume un ruolo strategico nell’attivazione di processi sociali e comunitari, nella diversificazione dell’offerta e nella promozione di cambiamenti di mentalità e rappresentazioni collettive. Tre gli ambiti in cui la cultura può agire concretamente: come elemento di innovazione nei modelli di servizio (es. prescrizione sociale come strumento per mettere a sistema le risorse di comunità), come base per la creazione di economie inclusive (es. gestione di beni comuni) e come collante comunitario capace di rafforzare i legami sociali e il senso di appartenenza.
Due casi studio hanno permesso di tradurre questi concetti in esperienze concrete. Roberta Paltrinieri, professoressa ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna, ha illustrato il modello di welfare territoriale di comunità sviluppato dalla sua Città. L’intervento ha messo in luce il ruolo della partecipazione culturale nell’immaginazione civica e nella costruzione di un modello di governance collaborativa, in cui i quartieri diventano veri e propri attivatori di reti di comunità.
Daniela Ciaffi, professoressa di Sociologia urbana al Politecnico di Torino e vicepresidente di Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà, ha approfondito il tema delle governance partecipate e lo strumento dei patti di collaborazione. L’intervento ha evidenziato come la co-progettazione e la sussidiarietà possano contribuire alla creazione di iniziative di ben-essere comune e sociale.
La lezione si è rivelata un momento di grande partecipazione e confronto, confermando l’importanza di costruire un nuovo welfare capace di rispondere alle sfide del presente attraverso una prospettiva culturale e inclusiva.
