Mortalità e istruzione: come l’apprendimento rallenta l’invecchiamento

Mortalità e istruzione: come l’apprendimento rallenta l’invecchiamento

L’istruzione rallenta l’invecchiamento? Secondo recenti studi, ogni due anni aggiuntivi di istruzione riducono il rischio di mortalità del 10%, influenzando direttamente i processi biologici di invecchiamento. Questo effetto è legato all’orologio epigenetico, che misura i cambiamenti del DNA nel tempo. L’apprendimento continuo stimola la neuroplasticità e protegge le cellule, rallentando il deterioramento biologico.

Se questi studi confermano l’empowerment delle persone e la qualità della loro vita aumentando l’accesso sia ad attività artistiche/culturali che a maggiori o minori livelli di istruzione, va considerata che la loro mancanza porta con sé il tema scottante delle disuguaglianze sociali. In Italia, ad esempio, un recente rapporto ISTAT indica che solo il 12,8% dei giovani provenienti da famiglie con un basso livello di istruzione riesce a laurearsi, contro un tasso del 70% tra i figli di persone laureate.

Perché l’istruzione è così importante? Oltre a migliorare la qualità della vita, l’apprendimento costante attiva meccanismi di protezione cellulare, rallentando i processi di deterioramento. Questa scoperta sottolinea l’importanza di politiche educative e iniziative di apprendimento permanente per una società più longeva e sana.

Catterina Seia – Presidente di CCW e Membro dell’Advisory Board di IBSA Foundation for scientific research, firma con Marta Reichlin – PhD, CCW, Research Area l’articolo per il blog dell’Ente impegnato nel progetto strategico Cultura e Salute in Svizzera.

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