S come SERENITA’

S come SERENITA’

CCW ha affidato alla storica dell’arte Giovanna Brambilla, membro della propria comunità di conoscenza, lo sviluppo sulle urgenze del tempo presente di un Alfabeto per il domani, che parta da lettere che diventano parole, parole che diventano opere, opere che generano conoscenza e coscienza.

Ad aprire il mese di luglio è S come Serenità accompagnata dal dipinto Donna al tramonto del sole di Caspar David Friedrich [1818].

S come Serenità
Una silhouette femminile, in leggero controluce, si staglia contro l’ultimo sole, aprendo lentamente le braccia, in un gesto sospeso tra la contemplazione, l’emozione silenziosa, l’armonia con il respiro del mondo. Potrebbe essere il contraltare del famoso dipinto Il viandante sul viale di nebbia, dello stesso autore, ma i sentimenti in gioco non sono più lo spaesamento e il senso del limite, quanto il palpitare di una sensazione di pace, elegiaca e toccante.

L’opera chiede uno sguardo lungo, attento e pausato: se la ingrandite e la guardate a schermo pieno vedrete quanti tratti di pennello creano questo cielo terso che irradia luce e calore, i tocchi di blu sul profilo della veste che, per il gioco dei colori complementari, rendono ancora più luminosa la tonalità arancio che permea di sé il dipinto; dalle montagne lontane, più chiare del primo piano per la prospettiva aerea, i raggi del sole si diffondono con dei fasci luminosi.

Forse tutto questo è serenità, una parola che in origine significava secco, e corrispondeva quindi a un cielo senza nuvole, ed è poi passata, metaforicamente, a raccontare l’orizzonte di vita non rannuvolato o rabbuiato, terso, luminoso, non opaco. Rispetto alla felicità, che si concentra in modo esplosivo e dirompente in brevi istanti, con lo stupore e l’impatto di un fuoco d’artificio, la serenità ha tempi lunghi, capacità di visione e di ascolto, di sintonia con quello che ci circonda. Ci si può chiedere se il vero soggetto dell’opera sia la natura, ma la presenza della donna dimostra che il tema è un altro: la relazione. Serve il suo sguardo, la sua capacità di cogliere il senso di questo spettacolo naturale, per mediare ai nostri occhi, a volte annebbiati, la necessità di riconoscerci parte di un tutto.

One Health, forse, come presupposto alla serenità, e la capacità di saperci fermare e guardarci intorno.

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