L come LIBERTA’

L come LIBERTA’

L’alfabeto, con i simboli che rappresentano i suoni del linguaggio parlato, da millenni è una delle basi per la comunicazione umana.

Nell’evoluzione sociale si è trasformato e nell’era della contemporaneità, caratterizzata da crescente complessità e interconnessione globale, nella sua universalità l’alfabeto continua ad essere il fondamento, cruciale, nello scambio di informazione e nella trasmissione del sapere, delle emozioni.

CCW ha affidato alla storica dell’arte Giovanna Brambilla, membro della propria comunità di conoscenza, lo sviluppo sulle urgenze del tempo presente di un Alfabeto per il domani, che parta da lettere che diventano parole, parole che diventano opere, opere che generano conoscenza e coscienza.

In giorni ai quali attribuiamo un significato collettivo abbiamo iniziato con P, testimoniata da PACE

Proseguiamo oggi, primo maggio, con L di Libertà, vitale come l’aria, raccontata da Shilpa Gupta con For, in your tongue, I cannot fit, 2018.

Risorse da tutelare e costruire, insieme, ogni giorno.

Arriva dall’India, dalla terra di Gandhi, l’artista che dà corpo al tema della libertà. Immaginate una stanza in cui vista e udito sono catturati da un dispiegarsi di cento aste metalliche su cui è infilzato un foglio bianco. Su ognuno di questi fogli sono stati deposti i versi di un poeta incarcerato per le proprie opinioni, o per i propri scritti, in un calvario di secoli, dal VII secolo sino all’età contemporanea. Ora immaginate che dall’alto pendano cento microfoni, e che da ciascuno si diffonda una voce che recita quei versi, prima isolata, poi in un crescendo che dà vita ad un coro, in inglese, spagnolo, arabo, russo, azero, hindi e altre lingue. Questa è l’opera dell’artista Shilpa Gupta, For, in your tongue, I cannot speak, titolo tratto da una verso di Nesimi, poeta azerbaigiano del XIV secolo. Le voci sono fragili, ma la tenacia dell’anelito alla libertà non le ha potute silenziare. Poeti e poetesse sono finiti in prigione, ma le loro parole non sono state dimenticate, e si rivolgono a visitatrici e visitatori per fare memoria di quanto la libertà come valore sia qualcosa da difendere, anche a costo di perdere la propria, di quanto le parole siano uno dei veicoli più potenti di questo ideale, attraverso il tempo e scavalcando i confini e di quanto artisti, poeti, scrittori, siano spesso il primo bersaglio delle censure, proprio perché il libero pensiero non abita solo le stanze della politica, ma le strade, le case, le vite di chi sente ineludibile il bisogno di giustizia e verità.

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