
Prescrizione sociale: il manuale OMS è in italiano
Pubblicata la traduzione in lingua italiana del documento OMS con l’obiettivo di fornire a decisori, organizzazioni e singoli professionisti una guida pratica per l’attuazione del programma di prescrizione sociale.
La prescrizione sociale si basa sulle evidenze dell’impatto dei fattori socioeconomici sulla salute e sulla rilevanza dei determinanti sociali, cruciali per migliorare gli esiti di salute.
L’obiettivo è favorire la promozione del ben-essere dei cittadini da parte dei professionisti sanitari anche attraverso le risorse di carattere sociale, culturale, sportive presenti e attive nella comunità locale .
La prescrizione sociale è una pratica già in uso in diversi Paesi europei ed extraeuropei, ed è una realtà organizzativa consolidata nel Regno Unito.
Per favorire la diffusione del modello nel nostro Paese, l’Istituto Superiore di Sanità – ISS, Cultural Welfare Center – CCW e DoRS – Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute Regione Piemonte, in collaborazione con il Centro BACH-Università di Chieti e Pescara, il Centro per la Salute del Bambino – CSB e la Fondazione Medicina a Misura di Donna, hanno curato la traduzione italiana del documento.
Il documento dell’OMS, oltre a fornire strumenti operativi, illustra un modello organizzativo di assistenza sanitaria (territoriale e ospedaliera) salutogenico, basato sulla promozione della salute e sulla prevenzione, tramite un intervento precoce rispetto alle scelte comportamentali favorevoli alla salute e protettive nei confronti delle malattie cronico-degenerative.
L’utilizzo, organizzato e accompagnato, delle risorse culturali e sociali, già presenti nei territori, valorizza l’esperienza di sé e la relazione con l’altro e con la comunità. Molte sono le pratiche indicate: movimento e attività fisica, alimentazione salutare, gestione dello stress e dei comportamenti a rischio (es. fumo, alcol…), esperienze artistiche e culturali, opportunità di socializzazione.
Due i punti cardine del documento che nel contempo si presenta come un vero e proprio kit di strumenti pratici per mettere in atto un percorso di prescrizione sociale: il richiamo a una visione della cura basata sul modello biopsicosociale e l’approccio olistico; una struttura schematica, che guida chi legge attraverso le varie fasi dell’attuazione di un percorso efficace di prescrizione sociale, dall’analisi del contesto, alla costituzione di gruppo di riferimento per l’attuazione che sviluppi un piano di lavoro, la mappatura delle risorse della comunità, la formazione degli operatori e delle operatrici che hanno un ruolo di collegamento fra i servizi sanitari e la comunità, per arrivare al monitoraggio e alla valutazione dell’impatto dell’intervento
Sebbene la prescrizione sociale possa giovare a chiunque, gli studi indicano che le persone più fragili sono quelle che possono trarne maggiori benefici.
Nel nostro Paese sono stati avviati percorsi pilota di programmi di prescrizione sociale per ri-orientare i servizi sanitari in un’ottica di cure primarie di prossimità, di alleanze-reti tra servizi (ospedale e territorio) e soggetti istituzionali e informali della comunità locale e diversi sono i progetti italiani di pratiche culturali riconosciuti a livello europeo che possono fare un salto di scala, come
– la rete di MTA – Musei Toscana per l’Alzheimer
– il progetto nazionale Nati per Leggere
– il programma nazionale Dance Well per le persone con il Parkinson
– la rete “Archivi e salute” che ha avviato una sperimentazione di prescrizione sociale creativa per anziani con demenza e Alzheimer
– lo studio multinazionale coordinato dall’OMS “Music and Motherhood” che ha valutato la fattibilità dell’attuazione in Danimarca, Italia e Romania di un intervento di canto di gruppo a sostegno di madri con sintomi di depressione post-partum, già sperimentato con successo nel Regno Unito.
L’auspicio è che la disponibilità della traduzione italiana del Kit possa favorirne la diffusione
Sono partner di CCW in questo percorso Fondazione Compagnia di San Paolo (Obiettivo Cultura, progetto Well Impact) e Fondazione Monte dei Paschi di Siena (C-Hub Culture ibride).
