E se invecchiare non fosse noioso? 20 raccomandazioni per le case di cura

Cosa accadrebbe se le attività culturali e creative entrassero nella quotidianità di ogni casa di cura?
Catterina Seia – Presidente CCW e Elena Baldo – neo laureata entrata nello staff di CCW, firmano il contributo mensile per il progetto “Cultura e Salute” della Fondazione svizzera IBSA Foundation for scientific research.

L’arte e la partecipazione culturale svolgono un ruolo fondamentale contro il decadimento cognitivo e favoriscono il benessere delle persone più anziane. L’invecchiamento attivo è diventato un tema di rilevanza sociale, economica, sanitaria e di sviluppo umano. In uno scenario che vede raddoppiare entro il 2050 la popolazione over 60, la partecipazione culturale, per il suo impatto positivo sui determinanti sociali, rappresenta un investimento (economico, di tempo e di conoscenza) strategico e vincente, sia per il benessere delle persone anziane, sia per tutti coloro che se ne occupano, carer professionali e familiari.

Un aiuto concreto contro la noia e la depressione, con un impatto positivo anche sull’interazione sociale intragenerazionale.

The Baring Foundation segnala nel proprio report alcuni interventi che le case di cura e di riposo inglesi hanno svolto con la collaborazione di organizzazioni artistiche: commedie e spettacoli teatrali, letture e incontri letterari, residenze di artisti, opera, danza, visite a luoghi culturali o esposizioni d’arte nelle case di cura, scrittura, arti visive e pittura in compagnia, eventi sociali come aperitivi e feste. 20 raccomandazioni molto concrete per disegnare nuovi contesti di benessere.

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