Coinvolgimento artistico, inferenza attiva e regolazione allostatica: un quadro neurobiologico per comprendere gli effetti dell’esperienza estetica sulla salute

Coinvolgimento artistico, inferenza attiva e regolazione allostatica: un quadro neurobiologico per comprendere gli effetti dell’esperienza estetica sulla salute

Disponibile la review, firmata da Pier Luigi Sacco, socio fondatore CCW e Direttore del Centro BACH dell’Università di Chieti e Pescara, su PsyArXiv: “Arts Engagement, Active Inference, and Allostatic Regulation: A Neurobiological Framework for Understanding the Health Effects of Aesthetic Experience.”

Uno studio importantissimo, tra i primi a livello internazionale, portato avanti da un centro di ricerca italiano.

Negli ultimi due decenni, la relazione tra partecipazione artistica e salute è passata da intuizione aneddotica a oggetto di indagine scientifica strutturata

Ma qual è l’effettivo fondamento biologico che collega l’esperienza psicologica dell’impegno artistico alle sue conseguenze metaboliche?

Lo studio propone un quadro neurobiologico fondato sulla convergenza di due tradizioni teoriche: la formulazione della funzione cerebrale basata sull’inferenza attiva e il modello allostatico della regolazione fisiologica. Entrambe descrivono gli organismi come sistemi anticipatori, in grado di mantenere la propria stabilità attraverso un controllo predittivo basato su modelli interni e individuano la patologia nel fallimento cronico del controllo anticipatorio. 

Quando l’architettura predittiva del cervello fallisce in modo cronico, come nel caso di stress prolungato o di traumi, l’attivazione fisiologica anticipatoria non risolta si accumula sotto forma di carico allostatico, producendo una disregolazione metabolica sistemica e una maggiore vulnerabilità alle malattie.

Il quadro teorico sostiene che l’impegno artistico offra contesti particolarmente adatti a ripristinare un’inferenza attiva efficace e, di conseguenza, a ricalibrare la regolazione allostatica.

Se queste previsioni superano la verifica le implicazioni sono sostanziali: gli effetti sulla salute dell’esperienza estetica non sarebbero piacevoli effetti collaterali di un’attività culturale, ma conseguenza diretta dell’esercizio dei processi anticipatori e basati su modelli da cui dipende la regolazione fisiologica.

Per approfondire, leggi qui la review.

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