Protocollo Pre-Texts nei contesti ad alta vulnerabilità — Milano si è conclusa. Prenotati su Torino. Solo tre tappe in Italia

Protocollo Pre-Texts nei contesti ad alta vulnerabilità — Milano si è conclusa. Prenotati su Torino. Solo tre tappe in Italia

Siamo felici di condividere l’energia e la profondità della prima edizione della formazione dedicata al protocollo Pre-Texts applicato ai contesti di guerra, di emergenza e ad alta vulnerabilità, tenutasi a Milano al Centro Internazionale di Brera dal 5 all’8 dicembre e coordinata da Sara Uboldi, ricercatrice Università “G. d’Annunzio” Chieti e CCW.

In quattro intensi giorni, un gruppo interdisciplinare di professionisti ha esplorato come arti, letteratura e processi creativi possano diventare strumenti concreti di resilienza, salute mentale e ricostruzione sociale – in contesti ad alta vulnerabilità — come comunità colpite dai conflitti, le carceri, passando per i servizi educativi e sociali.

Il gruppo dei partecipanti è stato una risorsa preziosa, con competenze provenienti da settori diversi: assistenti sociali, educatrici e arteterapeute, una geriatra, ricercatrici, professionisti dell’editoria, una funzionaria regionale attiva nel campo dei diritti delle donne, una docente di scuola primaria, una fisioterapista, una linguista e traduttrice, una dottoranda in didattica innovativa, un’esperta in comunicazione.

Una ricchezza di sguardi che ha reso la Master Class un laboratorio vivo di pratiche, riflessioni e co-creazione.

Un grazie sentito a chi ha reso possibile questo percorso con CCW: RescueTeam, Pre-Texts Social Lab, Pre-Texts Cultural Agents, Pre-Texts in Carcere, Svit Ta Ukrayina, Centro Internazionale di Brera, Flashback, BACH Center, SSAW, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura.

Iscriviti alla prossima tappa: Torino

Il percorso prosegue con CCW dal 29 gennaio al 1° febbraio, a Flashback Torino.

Per info e iscrizioni: info@ssaworg.com

Candidature aperte fino al 30 dicembre — 20 posti disponibili.

Un appuntamento pensato per chi vuole mettere la cultura al servizio della cura, della dignità e della ricostruzione nei contesti più fragili.

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