Il potere curativo delle arti è più necessario dove le persone, in particolare i bambini e le bambine, soffrono di più

Il potere curativo delle arti è più necessario dove le persone, in particolare i bambini e le bambine, soffrono di più

Ad agosto, a Kharkiv – Ucraina, presso il centro di riabilitazione locale, la nostra meravigliosa ricercatrice Sara Uboldi ha tenuto laboratori di Pre-Texts, il protocollo di lettura creativa, con i bambini e le bambine e la comunità locale.

Il protocollo, creato da Doris Sommer, titolare della cattedra “Ira and Jewell Williams” di Lingue e Letterature Romanze e di Studi Africani e Afroamericani presso l’Università di Harvard, utilizza la lettura, l’arte e la creatività per sostenere la salute mentale. Il protocollo è in fase di sperimentazione in tutto il mondo grazie alla collaborazione scientifica tra Doris Sommer, la sua Cultural Agents Initiative e il Dipartimento di Neuroscienze, Immagini e Studi Clinici dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, sotto la supervisione scientifica del prof. Pier Luigi Sacco, socio fondatore di CCW.

L’efficacia del protocollo ai fini della salute mentale è già stata convalidata in uno studio di controllo randomizzato tenutosi nel quartiere Kibera di Nairobi con adolescenti con problemi di salute mentale, i cui risultati sono stati pubblicati su eClinicalMedicine, una rivista di Lancet.

La sessione pilota a Kharkiv ha l’obiettivo di avviare una nuova sperimentazione sulle potenzialità del protocollo in contesti estremi di guerra, traumi e sofferenza. Sara Uboldi, la facilitatrice della sessione, è ricercatrice postdoc presso l’Università di Chieti-Pescara e membro di Rescue Team, l’organizzazione che sta portando avanti l’intervento, e collabora con l’area ricerca CCW. Le siamo tutte e tutti molto grati.

A gennaio 2026 Sara Uboldi terrà a Torino la prima winter academy di CCW School in tema nell’ambito del programma Chiavi di Lettura con la Rete della Case del Quartiere e il Master Executive Cultura & Salute del nostro Ente.

Questa è solo una piccola goccia lenitiva nell’oceano di traumi e sofferenze che l’Ucraina sta sopportando. Ma è un piccolo raggio di speranza, prima di tutto per i bambini e le bambine che potrebbero dimenticare per un attimo l’inferno in cui sono costretti a crescere, e per il futuro di questo Paese.

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