D come DIRITTI

D come DIRITTI

Accogliamo la storica dell’arte Giovanna Brambilla, membro della comunità di conoscenza di CCW, per lo sviluppo di un Alfabeto per il domani, che parta da lettere che diventano parole, parole che diventano opere, opere che generano conoscenza e coscienza.

Diritti. Tra arte e diritti c’è un legame che vanta secoli di storia e di intrecci, perché quando mancano i diritti chi fa arte o viene silenziato o fa di questo linguaggio un volano di resistenza. Così accadde al pittore francese Delacroix nel 1830. In quell’anno Carlo X cercò di restaurare i privilegi dell’aristocrazia e del clero, contro i principi di uguaglianza civile, le conquiste della Rivoluzione francese e la Costituzione del 1814. Con un colpo di mano, infatti, il sovrano sospese la libertà di stampa e sciolse la Camera dei Deputati, appena eletta con una maggioranza liberale, modificando la legge elettorale per escludere la borghesia. Le ordinanze provocarono una reazione immediata in studenti, operai, giornalisti, borghesi, e anche una parte dell’esercito, che si rifiutò di sparare sulla folla insorta e si unì ad essa. Le “tre gloriose”, le giornate dal 27 al 29, portarono all’abdicazione di Carlo X e a una nuova monarchia costituzionale. Delacroix non era tra la folla, da persona schiva, ma nell’autunno del 1830 dipinse quest’opera e scrisse: “se non ho combattuto per la patria, almeno dipingerò per essa…”. L’opera, subito dopo acquistata dallo Stato ma esposta raramente, proprio per la potenza del suo messaggio, approdò in via definitiva al Louvre nel solo 1874. E in cosa sta questa potenza, che ne fa la prima opera d’arte politica della pittura moderna, secondo Argan? Nell’ideale repubblicano incarnato nella figura femminile della Marianna, che con un cappello frigio, tipico degli antichi schiavi liberati, insorge. Con lei tutte le classi sociali, consapevoli del fatto che la libertà non sta in un’onnipotenza indiscriminata ma nella tutela dei diritti universali: la stampa, il dibattito, le leggi eque, l’uguaglianza di tutti. In un momento come quello attuale, in cui la stampa subisce forti attacchi, in cui le notizie sono manipolate o falsificate, in cui esprimere la propria opinione in molti Paesi porta alla detenzione o alla morte, in cui il potere agisce con leggi corporative, bandisce libri e parole che raccontano minoranze e tutele, quest’opera resta come barricata di pensiero, invitando ciascuno, nelle scelte della sua vita, a difendere i diritti, se non scendendo nelle piazze, facendo cultura.

Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo, olio su tela, 260 x 325 cm, Museo del Louvre, Parigi.

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