
Mare di Mezzo / Elektra: un progetto che racconta il potere evocativo e terapeutico degli strumenti musicali
La mostra Mare di Mezzo / Elektra nel Circuito OFF del Festival della Fotografia Europea 2025 nasce da un progetto artistico e di ricerca di cui CCW – Cultural Welfare Centre è tra i promotori. A cura di Giulio Carlo Vecchini e Sara Uboldi (Unimore – CCW), è realizzata con il contributo del Centro di Salute Mentale di Reggio Emilia, della Fondazione Palazzo Magnani e della rete Archivi e Salute. Il progetto è parte integrante del Sistema di Prescrizione Culturale e Creativa, un approccio innovativo in via di sperimentazione che mette l’esperienza culturale al centro del ben-essere delle persone e parte attiva dei percorsi di cura.
Il percorso espositivo si articola intorno a due oggetti potenti e simbolici: le chitarre Mare di Mezzo ed Elektra.
Costruita nel 2015 con legni recuperati dai relitti dei barconi approdati a Lampedusa, Mare di Mezzo è molto più di uno strumento musicale: è una memoria vivente delle migrazioni che attraversano il Mediterraneo.
L’artista liutaio Giulio Carlo Vecchini ha dato forma a un oggetto che racchiude nelle sue venature e vibrazioni la sofferenza e il coraggio di chi ha attraversato il mare in cerca di speranza. Il nome stesso è una traduzione dell’arabo al-Bahr al-Abyad al-Mutawassit, “Mare Bianco di Mezzo”.
Numerosi musicisti, intellettuali e artisti hanno suonato Mare di Mezzo, trasformandola in un vero strumento corale, un archivio sonoro di esperienze umane, passione civile e impegno sociale.
Frutto di una trasformazione radicale, Elektra è una chitarra elettrica nata da un vecchio dispositivo per l’elettroshock. Una metamorfosi carica di significato, che trasforma uno strumento di violenza e controllo – simbolo dei manicomi pre-legge Basaglia – in un oggetto sonoro, capace di generare bellezza, consapevolezza e riflessione.
Elektra è una denuncia, ma anche un invito a ripensare il rapporto tra società e fragilità. È un grido di libertà per tutte le persone che, nel corso della storia, sono state silenziate in nome di un ordine che non ammetteva differenze.
La mostra presenta una narrazione per immagini che documenta:
- il processo costruttivo e simbolico delle due chitarre,
- i volti e i gesti degli artisti che le hanno accolte,
- le mani che le hanno suonate, in un gesto di restituzione e ascolto.
L’esposizione è accompagnata da un programma di eventi culturali basati sul Protocollo Pre-Texts, una metodologia che integra lettura e arti con comprovati benefici sulla salute mentale.
Tra gli appuntamenti principali segnaliamo:
📅 Domenica 11 maggio – ore 16.30/17.00
📍 Introduzione in mostra, poi passeggiata fino a Spazio 49
Un pomeriggio di reading, musica e dialogo a partire dai temi della mostra:
- Lettura dei testi nati dalle sessioni di Protocollo Pre-Texts condotte con il gruppo Gli Indomiti / Il Giardino del Baobab
- Performance rap e strumentali a cura del progetto CULT – Giro del cielo
- Proiezione di un corto cinematografico dedicato a Elektra, realizzato dal laboratorio di cinema del Centro di Salute Mentale, con dialogo tra curatori, regista e ospiti
Un progetto corale, costruito in rete, che mette in relazione arte, memoria, salute mentale e giustizia sociale.
Le narrazioni e i materiali prodotti entreranno a far parte del patrimonio culturale comunitario conservato dall’Archivio di Stato di Modena, a supporto delle politiche culturali intersettoriali.
🔗 Per approfondire: Pagina ufficiale del progetto su Fotografia Europea OFF
📍 Ex ACI – via Secchi 7, Reggio Emilia
🗓 26 aprile – 25 maggio 2025
🕒 Sabato e domenica: 10.00–13.00 / 15.00–19.00
🕒 Apertura straordinaria sabato 3 maggio: 10.00–20.00
