
Arte e risata curano le ferite psicologiche
Quando avete riso l’ultima volta?
La risata è terapeutica. Pare illusorio e impossibile, ma è una risorsa che incoraggia la speranza, l’autodeterminazione ed è un sostegno alla salute mentale anche in contesti piegati da conflitti, migrazioni forzate e crisi umanitarie.
Secondo UN Refugee Agency, oltre 117 milioni di persone, nel 2023 sono state costrette a lasciare il proprio paese per fuggire da persecuzioni e conflitti. Secondo Save the Children, 473 milioni di bambine e bambine vivono in zone belliche. La loro salute mentale è il presupposto per il loro futuro e per l’eventuale inserimento in nuovi contesti.
È questo il focus dell’approfondimento mensile di CCW per il blog di IBSA Foundation per il percorso strategico Cultura e Salute. Come raccomanda OMS con il rapporto sulle Forcibly displaced people, le attività artistiche e iniziative culturali, come l’umorismo, possono contribuire al ben-essere psicologico e sociale, promuovendo l’integrazione e la resilienza nelle comunità colpite.
Lo dimostra l’Associazione RED NOSES, impegnata in contesti di crisi, che utilizza la clownerie e la risata come strumenti terapeutici, per il superamento dei traumi.
Il contributo è firmato da Catterina Seia, presidente di CCW e Marta Reichlin, PhD. area ricerca di CCW. Leggilo qui
