Sanità territoriale e risorse di prossimità. L’opportunità delle Case di comunità

Sanità territoriale e risorse di prossimità. L’opportunità delle Case di comunità

La riforma del sistema sanitario rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di un modello di assistenza sanitaria più inclusivo, accessibile e vicino alla cittadinanza.

In questo contesto le case di comunità potranno svolgere un ruolo cruciale non solo nella cura, ma anche nella promozione e nella prevenzione della salute, attraverso un approccio integrato che coinvolge tutti gli attori locali e le risorse di prossimità.

Sistema salute, la rivista italiana di educazione sanitaria e promozione della salute del CESPES -Centro sperimentale in tema dell’Università degli Studi di Perugia, dedica un numero monografico alle Case di Comunità.

Il lavoro, coordinato da Marco Ingrosso e Fulvio Lonati, evidenzia

  • le esperienze realizzate in Italia in diversi territori che stanno mettendo in pratica alcuni orientamenti paradigmatici del nuovo assetto delineato dal DM 77 del 2022
  • presenta percorsi di avvio e transizione dalle case della salute alle case di comunità, che coinvolgono professionisti della sanità, il terzo settore e la cittadinanza, con un focus sulla partecipazione che cura, con attenzione al coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine, dei e delle giovani, alle esperienze di lavoro interdisciplinare e interprofessionale orientate al superamento delle diseguaglianze di cura.

Giuseppe Costa, epidemiologo delle diseguaglianze, Università di Torino e Socio fondatore CCW, interviene su “La metrica di salute per guidare e valutare le innovazioni del PNRR”.

Le case di comunità, in corso di realizzazione, sono strutture sanitarie diffuse per dare risposta alle esigenze primarie di salute del territorio: un punto di riferimento per la popolazione, affinché possa accedervi facilmente per ottenere informazioni, supporto, visite e consulenze specialistiche, senza la necessità di recarsi presso le strutture ospedaliere e di alta specializzazione.

Il loro obiettivo è quello di curare, promuovere la salute, prevenire le patologie e gestire i fattori di rischio, in una logica di continuità assistenziale.

Un aspetto centrale della riforma è la messa a sistema delle risorse di prossimità, intese come tutti gli elementi che possono contribuire al ben-essere della popolazione: dalle strutture sanitarie di base, ai servizi sociali, alle associazioni, fino ai professionisti e le professioniste del settore sanitario, in connessione con le realtà sociali, culturali ed educative.

La collaborazione tra questi attori e l’integrazione dei vari servizi è fondamentale per rendere efficace l’azione di promozione della salute, evitando la frammentazione e guardando al modello della Prescrizione sociale.

Su questa sfida che chiama in causa nuove competenze è in corso la formazione biennale di 500 professionisti e professioniste, middle management, per Regione.

In Piemonte sono in formazione 100 infermieri e infermiere di comunità, figure centrali per la connessione dei servizi.

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