C come CURA

C come CURA

CCW ha affidato alla storica dell’arte Giovanna Brambilla, membro della propria comunità di conoscenza, lo sviluppo sulle urgenze del tempo presente di un Alfabeto per il domani, che parta da lettere che diventano parole, parole che diventano opere, opere che generano conoscenza e coscienza.

Dopo Pace e Libertà, la C come Cura, accompagnata dal dipinto Guarigione del diacono Giustiniano di Beato Angelico.

C come Cura
Gratuita, interculturale, rispettosa, in ascolto. Queste dovrebbero essere le sfumature della cura, e due persone sembrano incarnarle tutte: Cosma e Damiano, medici romani, fratelli, vissuti sotto Diocleziano, detti in greco, Anargyroi, “senza argento”, perché prestarono i loro servigi di medici e guaritori senza mai chiedere alcun compenso. Lo stile di questa cura era così raro che la loro fama si diffuse dall’oriente all’occidente. La tradizione li racconta come originari dell’Arabia, formatisi in Siria alla medicina, e attivi soprattutto in Turchia. Si narra soprattutto di un miracolo che coinvolse Giustiniano, diacono della chiesa dei santi Cosma e Damiano, a Roma. Questi, che aveva una gamba ulcerata, fu visitato in sogno dai due fratelli, che – con una sorta di trapianto ante litteram – gli sostituirono la gamba con quella di un etiope, morto da poco. I santi operano all’unisono, quasi speculari, maneggiano il corpo con cura, tanto da non svegliarlo, la gamba nera risalta nella sua nuova giuntura al corpo. Molto di quest’opera racconta la cura, non solo la gratuità dell’intenzione e della messa a disposizione, ma anche la sollecitudine dell’accorrere dove c’è necessità, la discrezione con cui si entra nello spazio abitato dall’altro, l’assoluta indifferenza al colore della pelle, superata dalla priorità data unicamente alla vita. In Cosma e Damiano si celebra la dedizione alla cultura e alla sapienza non come strumento per raggiungere il prestigio, ma come dono da prodigare, senza confini geografici e senza muri legati alle condizioni sociali, in armonia con il bistrattato articolo 32 della nostra Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

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