Lorenza Trinchero

LORENZA TRINCHERO

Dopo una laurea magistrale in Storia dell’Arte conseguita presso l’Università degli Studi di Torino, attualmente frequenta la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici presso l’Università degli Studi di Genova.

Da sempre grande appassionata di arte e musei, le piace unire le proprie esperienze di persona in carrozzina e le proprie competenze di storica dell’arte, particolarmente interessata alla curatela di mostre, per offrire il proprio punto di vista “speciale” per ciò che riguarda l’accessibilità degli allestimenti di esposizioni ed eventi culturali.

Ha collaborato al progetto di allestimento di alcune mostre, tra cui Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy, a cura di S. Baiocco, S. Castronovo, V. Natale, Susa – Museo Diocesano (10 luglio – 7 novembre 2021) e Torino – Palazzo Madama (7 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022).

Nel 2016 ha preso parte al corso Operatori museali e disabilità di Fondazione Paideia, collaborando nella formazione degli operatori museali all’approccio alla disabilità e alla gestione della comunicazione e relazione verso gli utenti con disabilità. 

Nel corso degli anni universitari ha svolto un primo tirocinio presso l’Ufficio Mostre della Soprintendenza di Torino, occupandosi in particolare delle autorizzazioni al prestito delle opere d’arte per mostre o esposizioni temporanee, e un secondo tirocinio presso i Musei Reali di Torino, collaborando alla preparazione del riallestimento del secondo piano della Galleria Sabauda e occupandosi della redazione degli apparati didattici (didascalie e pannelli di sala).

Lavora part time come social media specialist per ALBA Robot, una piattaforma innovativa nel campo della micro mobilità che intende rivoluzionare il trasporto delle persone a mobilità ridotta attraverso l’utilizzo di veicoli autonomi.all’interno di ambienti come aeroporti, ospedali e musei.

Crede fortemente che l’accessibilità debba essere intesa nel senso più ampio del termine e che debba essere messa in pratica a vantaggio non solo di chi vive la disabilità in prima persona, ma dell’intera collettività. Nel caso dei luoghi della cultura, l’accessibilità non riguarda soltanto l’abbattimento delle barriere architettoniche o degli ostacoli fisici, ma significa innanzitutto offrire una buona accoglienza e soprattutto mettere a proprio agio il visitatore, non solo quello disabile. I visitatori hanno il diritto di sentirsi a proprio agio all’interno dei musei, di accedere agli spazi in condizioni di autonomia e di godere del patrimonio culturale nel modo più agevole e confortevole possibile.

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