ELISA FULCO

Specializzata in Storia dell’Arte presso l’Università di Siena, si occupa di responsabilità sociale d’impresa e di inclusione sociale attraverso la cultura.

Dal 2004 al 2011 ha ideato e curato il progetto Acrobazie,  incentrato sul rapporto tra arte contemporanea e outsider art all’Atelier di Pittura Adriano e Michele  all’interno dell’ospedale psichiatrico Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (MI). 

Dal 2016 al 2019 è stata la curatrice artistica del progetto europeo Art & Social Change (2016-2019), creando un innovativo modello formativo attraverso l’arte contemporanea destinato agli operatori socio – sanitari.

Nel 2019 ha avviato con Antonio Leone il progetto L’Arte della Libertà, un programma  con l’artista Loredana Longo che ha coinvolto in  laboratori artistici i  detenuti della Casa di reclusione Calogero di Bona – Ucciardone (PA) e al gruppo misto di operatori (penitenziari, socio –sanitari, culturali). In partnership con Galleria d’Arte moderna di Palermo,  Fondazione con il Sud e Fondazione Sicilia, il progetto è stato restituito con la mostra  “Quello che rimane” (Palazzo Branciforte, 19 aprile 2020).

Collabora con Villa Bernasconi e l’Associazione svizzera Out of the box in vista della mostra “L’habit habité”, dedicata al rapporto tra arte, moda e disabilità (Villa Bernasconi. Ginevra 2021), che cura con Teresa Maranzano.

Da gennaio 2020 dirige il primo programma di arte contemporanea con crediti formativi per operatori socio -sanitari dell’Azienda Sanitaria di Palermo, “Avere cura di chi cura”.

Collabora con numerose riviste e insegna cultura d’impresa in master e università: Master Economia della Cultura Torvergata- Roma, Fondazione Fashion Research e  Fondazione Fitsitc-Bologna,  Scuola Holden-Torino.  

Dal 2008 al 2012 è stata la curatrice della Fondazione Borsalino, dell’omonima azienda, nella quale ha curato  l’eredità storica del marchio, con mostre  tra cui Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie, Triennale di Milano, 2011. Di recente ha curato insieme a Madel Crasta il numero di Economia della Cultura edito dal Mulino, dal titolo “Umanesimo industriale nella cultura delle imprese storiche” (2019).